GITA A PARMA
Riunione n° Conv.
-
Gita
UNA GIORNATA A PARMA TRA ARTE, CULTURA E IMPRESA
Il Rotary Club San Marino alla scoperta dei tesori della città e della realtà Barilla
Una giornata intensa e particolarmente piacevole, trascorsa tra il grande patrimonio
storico e artistico di Parma e Barilla, una delle più significative realtà dell’imprenditoria
italiana. È quella vissuta il 15 settembre da un gruppo di soci del Rotary Club San
Marino, con la Presidente Giulia Magnani.
Un itinerario volutamente composito, capace di accostare arte, storia, cultura del
territorio e conoscenza del mondo produttivo, senza dimenticare quella dimensione
di amicizia e convivialità che costituisce parte essenziale dello spirito rotariano.
La giornata è iniziata nel cuore monumentale di Parma, con la visita all’interno della
Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno dei massimi esempi dell’architettura
romanica padana. Consacrata nel 1106, la Cattedrale custodisce al proprio interno
testimonianze artistiche di eccezionale importanza, nelle quali il Medioevo dialoga con
la grande stagione del Rinascimento. Di straordinario interesse la Deposizione dalla
Croce di Benedetto Antelami, capolavoro della scultura romanica datato 1178,
testimonianza fondamentale di quel momento di passaggio nel quale la solennità
medievale comincia ad aprirsi a una più intensa rappresentazione dei sentimenti
umani. Particolarmente suggestiva la visione della cupola affrescata da Antonio
Allegri, detto il Correggio, con la celeberrima Assunzione della Vergine: una
vertiginosa composizione nella quale figure, luce e movimento sembrano annullare i
confini stessi dell’architettura e aprire lo spazio verso il cielo.
All’esterno della Cattedrale, il gruppo ha potuto ammirare la splendida Piazza
Duomo, dominata dalla severa ed elegante facciata romanica della Cattedrale, a
capanna e rivestita in pietra, alleggerita nella parte superiore da una successione di
loggette ad archetti. Particolarmente suggestivo è il monumentale protiro che
precede il portale maggiore, realizzato nel 1281 da Giambono da Bissone: le
colonne poggiano su due possenti leoni stilofori, uno in marmo bianco e l’altro in
marmo rosso, mentre al di sopra si apre una piccola loggia che conferisce all’ingresso
una caratteristica struttura a due piani.
Accanto alla Cattedrale si innalza l’alto campanile duecentesco, iniziato nel 1284, e si
impone poi la straordinaria inconfondibile mole ottagonale del Battistero di San
Giovanni Battista. Quest’ultimo, iniziato nel 1196 su progetto dello stesso Benedetto
Antelami e rivestito nel caratteristico marmo rosa di Verona, costituisce uno dei più
importanti monumenti italiani nel passaggio dal romanico al primo gotico. A
completare questo eccezionale insieme monumentale è il Palazzo Vescovile. Si è
formato un complesso di rara unità, nel quale quasi mille anni di storia continuano a
essere immediatamente leggibili nell’architettura e nell’assetto stesso della piazza.
Dopo la mattinata dedicata all’arte e alla storia, non poteva mancare un momento
riservato a un’altra componente essenziale della cultura parmense: quella della
tavola. Il gruppo ha quindi raggiunto la Locanda di Sparafucile, lungo il percorso verso
Pedrignano, dove un ottimo pranzo ha offerto una piacevolissima occasione
conviviale prima dell’appuntamento pomeridiano.
La seconda parte della giornata è stata dedicata alla visita dello stabilimento Barilla
di Pedrignano, dove il gruppo è stato accolto con grande cordialità da Fabio
Terziotti, responsabile in Barilla delle visite e degli eventi esterni e delle relazioni con
gli Uffici del Presidente e dei Vicepresidenti. Terziotti ha portato ai partecipanti anche i
saluti di Andrea Belli, Responsabile Media e Relazioni Esterne per l’Italia, amico del
Rotary Club San Marino e già apprezzato relatore al Premio Rotary agli Studenti
2025.
Il gruppo è stato quindi accompagnato lungo l’intero percorso da Antonella, una
preparatissima guida, storica dell’arte, che ha saputo illustrare con competenza tanto
il patrimonio artistico e la storia dell’azienda quanto, successivamente, la complessa
realtà produttiva dello stabilimento.
Ad interessare i partecipanti, prima ancora della dimensione industriale, è stato un
elemento forse inatteso ma profondamente significativo della cultura della famiglia
Barilla: l’arte. Nel grande parco che circonda gli edifici produttivi, così come negli uffici
e negli ambienti di lavoro, è presente una vasta raccolta di opere contemporanee, con
lavori di grandi protagonisti del Novecento quali Giorgio De Chirico, René Magritte,
Renato Guttuso, Giorgio Morandi e Pablo Picasso, non confinati in uno spazio
museale, ma inseriti nella quotidianità aziendale. Una scelta che riflette la volontà,
profondamente sentita da Pietro Barilla: portare l’arte e la bellezza nei luoghi del
lavoro, considerandole parte integrante della vita dell’impresa.
Fra le opere all’aperto che maggiormente colpiscono il visitatore figurano innanzitutto
le due monumentali sculture in bronzo di Arnaldo Pomodoro: la celebre Sfera con
sfera, realizzata tra il 1979 e il 1980, e il grande cubo collocato al suo fianco. Poco
distante si incontra il grande cavallo di Mario Ceroli, presenza monumentale in
bronzo che richiama simbolicamente le origini dell’impresa e il tempo nel quale i
cavalli venivano utilizzati per trasportare i sacchi di farina. Il percorso conduce infine
alla grande composizione scultorea Campi di grano di Pietro Cascella, realizzata in
pietra e concepita come una sorta di piazza monumentale dedicata al lavoro, alla
terra e alla materia prima dalla quale tutto ha origine. Proprio accanto all’opera, le
parole di Mario De Micheli sembrano offrirne la più efficace chiave di lettura:
Questo campo è scolpito da solide mani artigiane
e la spiga germoglia sulla pietra
e la pietra si fa colonna
a proteggere il grano.
Qui l’arcangelo raggiunge la vergine
come un polline terrestre.
Qui l’acqua, il sole, la macina
sono una sola indivisibile verità
e qui comincia la storia degli uomini
nel nome del pane.
Un testo che restituisce con particolare intensità il significato di quel luogo: il legame
fra la terra e il lavoro dell’uomo, fra la materia e la trasformazione, fra il grano e il
pane.
Prima di entrare nel cuore produttivo dello stabilimento, il gruppo ha assistito a
un’interessante presentazione introduttiva. Attraverso immagini, documenti storici,
planimetrie e dati è stata ripercorsa l’evoluzione di Barilla: dalla piccola bottega di
pane e pasta aperta a Parma da Pietro Barilla nel 1877 a un gruppo alimentare di
dimensione internazionale, oggi presente con i propri prodotti in oltre cento Paesi.
I numeri illustrati hanno consentito di cogliere immediatamente le dimensioni
raggiunte dall’azienda: 8.823 dipendenti, 30 siti produttivi, 15 in Italia e 15
all’estero, oltre 2 milioni di tonnellate di prodotti realizzati e ricavi netti per
circa 4,84 miliardi di euro. Cifre che danno la misura della straordinaria
trasformazione di un’impresa nata come attività familiare parmense e divenuta una
delle più importanti realtà dell’industria alimentare italiana nel mondo.
Particolare attenzione è stata naturalmente riservata al sito industriale di
Pedrignano, il grande polo produttivo alle porte di Parma, entrato in funzione nel
1969 e sviluppatosi progressivamente fino ad assumere le dimensioni di una vera e
propria "Pasta City". La planimetria illustrata durante la presentazione ha reso
immediatamente percepibile la vastità e la complessità del sito, nel quale convivono
stabilimenti produttivi, silos per le materie prime, impianti di servizio, magazzini e
strutture logistiche, collegati in un sistema fortemente integrato. Alla sua nascita il
complesso era già stato progettato per una capacità produttiva di 1.000 tonnellate di
pasta al giorno.
Di particolare interesse, anche sotto il profilo della sostenibilità ambientale, è il
raccordo ferroviario inaugurato nel 2015, che consente ai convogli carichi di grano
di raggiungere direttamente lo stabilimento. Il primo "Treno del Grano", proveniente
dal porto di Ravenna, arrivò a Pedrignano il 3 novembre di quell’anno con 1.100
tonnellate di materia prima distribuite su 20 vagoni, un quantitativo che avrebbe
richiesto circa 40 camion. Il progressivo ricorso alla ferrovia ha permesso di ridurre in
maniera significativa il trasporto su gomma e le conseguenti emissioni di CO₂,
rappresentando un esempio concreto di come, in una realtà industriale di queste
dimensioni, efficienza logistica, innovazione e attenzione all’ambiente possano
procedere nella stessa direzione.
Terminata la presentazione è iniziata la parte forse più curiosa e coinvolgente della
visita. Indossati, secondo le rigorose prescrizioni igieniche e di sicurezza, camici,
copricapo e dispositivi per l’ascolto, il gruppo – decisamente insolito e divertito nel
nuovo abbigliamento – è stato accompagnato dalla stessa Antonella all’interno degli
impianti.
Prima dell’ingresso negli ambienti produttivi, l’attenzione è richiamata anche da una
figura in bronzo rappresentata nell’atto di avanzare. Sul basamento, le parole
attribuite a Pietro Barilla - Tutto è fatto per il futuro. La fede è una parola
importante. Andiamo avanti, andate avanti con coraggio - sembrano accompagnare
idealmente il visitatore verso il cuore dello stabilimento, richiamando quella fiducia
nel futuro e quella tensione verso il progresso che hanno segnato la storia
dell’impresa. Il percorso ha consentito innanzitutto di osservare lo stabilimento dedicato alla
pasta secca, seguendo le principali fasi attraverso le quali semola e acqua vengono
trasformate nei numerosi formati che ogni giorno raggiungono i mercati italiani e
internazionali. La dimensione degli impianti, il livello di automazione e la continuità
del processo produttivo hanno offerto una percezione immediata della complessità
tecnologica che si cela dietro un alimento apparentemente semplice e
profondamente radicato nella tradizione italiana.
La visita è quindi proseguita nello stabilimento della pasta all’uovo, dove a un
processo industriale altamente tecnologico si affianca la necessità di conservare
caratteristiche e qualità proprie di una preparazione tradizionalmente legata alla
cucina domestica italiana.
L’ultima parte del percorso ha riguardato il confezionamento e il successivo
trasferimento dei prodotti finiti verso il magazzino. Qui il livello di automazione
diventa ancora più evidente: i prodotti vengono posti nella caratteristica confezione
blu Barilla, la celebre "Blue Box", divenuta nel tempo uno dei simboli più riconoscibili
del marchio. I pallet delle singole confezioni vengono movimentati attraverso sistemi
integrati automatizzati laser-guidati che accompagnano il prodotto fino alle successive
fasi di stoccaggio e distribuzione.
La visita ha così permesso di osservare concretamente l’intero percorso che porta
dalla materia prima al prodotto pronto per raggiungere il consumatore,
comprendendo quanto dietro un semplice pacco di pasta vi siano organizzazione,
tecnologia, ricerca, controllo della qualità e una logistica di notevole complessità.
Ma forse l’aspetto più interessante emerso nel corso del pomeriggio è proprio la
capacità di Barilla di raccontare se stessa non soltanto attraverso i numeri e gli
impianti produttivi. Le fotografie storiche delle maestranze, i manifesti pubblicitari che
attraversano oltre un secolo di costume italiano, le opere d’arte disseminate negli
ambienti di lavoro e nel parco, insieme alla memoria costantemente richiamata delle
origini familiari, restituiscono l’immagine di un’impresa che, pur avendo raggiunto una
dimensione internazionale, ha saputo conservare un forte e riconoscibile legame con
la propria storia e con i valori che ne hanno accompagnato la crescita.
Al termine del percorso, il gruppo ha incontrato nuovamente Fabio Terziotti, al quale
la Presidente Giulia Magnani ha voluto esprimere, a nome di tutti i partecipanti, un
sentito ringraziamento all’Azienda, a lui e alla guida per la calorosa accoglienza, la
grande disponibilità e la cura con cui è stata organizzata l’intera visita. A testimonianza
dell’amicizia e della riconoscenza del Club, la Presidente gli ha quindi consegnato il
guidoncino del Rotary Club San Marino, cui ha fatto seguito la tradizionale foto di
rito. È stata dunque una giornata particolarmente ricca: dalla solennità romanica della
Cattedrale di Parma e dalla straordinaria pittura del Correggio alla bellezza di Piazza
Duomo; dalla convivialità della tavola parmense alla scoperta di una grande realtà
produttiva italiana; dalla tecnologia degli impianti Barilla all’arte che accompagna,
quasi sorprendentemente, la vita quotidiana della fabbrica.
Esperienze diverse, unite tuttavia da un filo comune: la capacità di una comunità e
di un territorio di trasformare storia, creatività, lavoro e competenza in un
patrimonio da custodire e trasmettere.
E, al di là dei luoghi visitati e delle tante cose apprese, ciò che ha reso ancora più
piacevole la giornata è stata soprattutto la possibilità di condividerla in un clima di
sincera amicizia, curiosità e allegria. Un’esperienza che testimonia ancora una volta
come le iniziative del Rotary possano essere non soltanto occasioni di incontro, ma
autentiche opportunità di conoscenza, condivisione e crescita culturale.