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Nella
consueta riunione dei soci di ogni lunedì, il
Rotary Club di San Marino questa volta ha optato
per un tema di grande attualità, ed ha svolto un approfondimento
sull’attuale situazione economica internazionale e, più specificatamente,
quella di San Marino. Ne è scaturita una
coinvolgente tavola rotonda condotta dai Soci Enzo Zafferani, Carlo
Giorgi e Pier Paolo Fabbri, sul tema
“Crisi Economico Finanziaria fino a quando?”
L’auspicio per la serata di Pier Paolo Fabbri, coordinatore della
conversazione, era quello di veder nascere un dibattito vivace e
costruttivo. Ed è stato accontentato. Numerosi
sono stati gli interventi dei soci, che hanno così arricchito il dibattito
di altri spunti interessanti.
Enzo Zafferani è stato chiamato ad illustrare
sinteticamente le origini della crisi finanziaria internazionale. Nel suo
intervento ha rilevato che l’origine delle problematiche è riconducibile
alla cosiddetta cartolarizzazione degli immobili
e ad una serie di prodotti finanziari, immessi sui mercati finanziari
internazionali, sempre più sofisticati e sempre
meno legati ai reali valori patrimoniali. Questa finanza di “carta” ha
generato una serie di bolle speculative che di colpo sono crollate nei mesi
di ottobre novembre 2008.
Gli effetti - ha spiegato Zafferani - sono devastanti: basti pensare al PIL
americano che ha registrato un meno 6%. Il Governo degli Stati Uniti ha
messo in atto una serie di interventi per evitare
il fallimento delle principali banche dopo quello di
Lehman. Il crollo dei consumi ha poi messo in ginocchio anche
l’economia reale, come nel caso davvero significativo
del settore auto, costringendo i Governi del mondo industrializzato al varo
di misure finanziarie che non hanno precedenti nella storia.
Pier Paolo Fabbri dal canto suo, rilevando l’incidenza della finanza
“anomala” nella crisi in atto, ha evidenzia anche come, negli ultimi anni,
lo sviluppo americano sostenuto dal debito pubblico - per inciso finanziato
dalla Cina - rappresenta un altro elemento che
pesa notevolmente sull’economia internazionale.
A Carlo Giorgi è spettato il compito di
illustrare gli effetti della crisi sul sistema delle imprese sammarinesi.
Dati alla mano, il segretario generale dell’ANIS ha potuto confermare alla
platea che nel mese di novembre anche le imprese sammarinesi hanno subito il
crollo repentino dei mercati. L’analisi congiunturale rapida
effettuata di recente dall’ANIS evidenzia che ad
ottobre 2008 il 70% delle aziende incrementava i fatturati, mentre a
novembre il 66% registrava una contrazione delle vendite, contrazione che
perdura a tutt’oggi.
La Cassa integrazione avvalla l’andamento negativo: a dicembre erano 60 le
aziende interessate per 689 lavoratori, a gennaio il numero era salito a 92
aziende per 1600 lavoratori, a febbraio si è arrivati a quota 101 aziende
per 1572 lavoratori. Le previsioni degli imprenditori per i prossimi mesi -
manifestate da Giorgi - sono tutte negative ed
emerge una difficoltà, forse l’impossibilità, a formulare previsioni di
mercato attendibili. Occorre quindi aspettare alcuni mesi per valutare la
profondità del problema e le conseguenze sull’occupazione. La situazione è
davvero preoccupante ed anche straordinaria e per questo andrebbe affrontata
con strumenti straordinari con l’obiettivo di limitare i
problemi delle imprese ed in particolare per salvaguardare i redditi delle
famiglie. Chi cerca di non cadere nella trappola del pessimismo - ha
affermato - nella seconda metà dell’anno prevede
una timida ripresa, mentre altri credono che si debba aspettare il 2010.
Certo che la crisi ha dimostrato l’incapacità dei
governi a governare. Servono quindi regole nuove, ad esempio, per
garantire davvero che le prime dieci banche non
rischino anche in futuro il crollo. San Marino somma a questi
problemi una serie di problematiche interne. Occorre quindi un’azione ancora
più forte per ridare competitività al sistema economico e per poter attrarre
nuovi investimenti. Tuttavia, bisogna affermarlo,
tante nostre aziende sono sane e competitive e potrebbero, al termine della
fase negativa, beneficiare di buone prospettive di sviluppo.
Pier Paolo Fabbri nel suo intervento ha rilevato i profondi mutamenti
di approccio delle problematiche nel settore
bancario. Le grandi banche non falliscono - si credeva - le piccole banche
in difficoltà vengono comprate dalle grandi. Il
fallimento Lehman ha dimostrato il contrario.
Ciò ha generato una crisi di fiducia fortissima, che è una delle cause del
crollo della borsa. Inoltre
diverse norme tecniche internazionali e molti altri errori hanno favorito
l’aggravarsi della situazione finanziaria internazionale.
Secondo Fabbri, Il sistema bancario sammarinese è
sano ed è stato colpito solo in piccola parte dai cosiddetti “titoli
tossici”. In prospettiva una certa attenzione dovrà essere posta alla
riduzione dei tassi che da un lato sono fattore positivo
per l’economia e le famiglie ma dall’altro penalizzeranno i bilanci della
banche.
L’operatività del sistema finanziario sammarinese dovrà necessariamente
indirizzarsi verso due direzioni la prima per favorire lo sviluppo delle
imprese e la seconda per potenziare la tradizionale vocazione
al private. |