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Cosa succede a San Marino?

                 me lo chiedono  amici rotariani del distretto, conoscenti e sconosciuti interlocutori magari in qualche blog.  In questa annata sono presidente del Rotary di San Marino, un Club che ha una storia cinquantenaria  ed è ben rappresentativo della realtà economica, sociale e professionale di un  piccolo ma libero Stato che tiene soprattutto alla sua indipendenza  e alla reputazione dei suoi Istituti e della sua economia.

Cosa succede allora ? E’ in atto una aggressione mediatica che ha ovviamente dei mandanti, degli esecutori e che parte dal  presupposto che in questo” porto delle nebbie” si sia installato il malaffare. Lo scopo è chiaro:  con il    ” titillare delle manette”  in poco tempo  il piccolo, insignificante  San Marino cederà su tutti i fronti, dal segreto bancario, all’anonimato societario, al differenziale fiscale e se i montanari  faranno barricate, viene adombrato addirittura un embargo con  quattrocento finanzieri che circondano il Titano. I tanti amici di questo paese sono ammutoliti di fronte alla corazzata  messa in campo da chi tiene le fila di questo progetto. I maggiori giornali italiani e la   RAI TV, sollecitati dalla Procura della Repubblica di Forlì e da un Ufficiale della Finanza, descrivono il Titano come una repubblica delle banane collusa con la mafia  .Dulcis in fundo  un programma di “inchiesta” con una verità preconfezionata, Report,  ha avuto l’esclusiva  delle immagini degli arresti di dirigenti della maggiore Banca della Repubblica, un ente morale che una colpa ce l’ha:investire in Italia, voler  espandersi in Italia.

 I cittadini  di San Marino,conoscono molto bene quali sono le mancanze e le ingenuità della classe politica, conoscono i limiti della loro Magistratura e della loro  Banca Centrale e  per averlo letto, anche delle corrispondenti Istituzioni  Italiane. Conoscono limiti,  meriti e potere dei media , i valori dell’etica e della professionalità messi in campo da ognuno . Tutto questo per dire che la sera di Report anche io con molti sammarinesi  sono stato spiazzato e sono occorsi alcuni giorni per riannodare dei fatti, dei documenti, degli accordi, delle leggi  che investigatori, reporters, funzionari ben conoscono e che si sono dimenticati ( volutamente?) anche solo di citare. Aborriscoi i processi in tv con giornalisti che raccolgono prove  viaggiando su auto della guardia di Finanza e trasmettono con abili montaggi i  fuori onda funzionali solo alla "verità "da dimostrare.     Temo chi informa i reporters di quando e dove gli imputati saranno arrestati, per poterli  esporre al pubblico ludibrio. 

Mi preme rivolgere un pensiero all’amico Gilberto Ghiotti e alla Sua Famiglia  che vive il dramma e l’onta di una misura “cautelativa”  con l’augurio di poter rispondere al più presto di fronte a dei giudici e non a degli inquisitori.  E questo mio intervento personale vuole testimoniare lo stato d'animo di un rotariano sammarinese che vede il suo paese aggredito con le sue  legittime istituzioni  ridicolizzate da un freelance della Rai  senza aver  modo di potersi esprimere compiutamente sui fatti.

E tutto questo in un momento in cui si sono firmati e si stanno firmando accordi che dovrebbero fare chiarezza sul rapporto italo-sammarinese!

O proprio per questo e ad uso di chi queste cose accadono?

Si impone la solita ,ovvia, frase: sarà la Magistratura a giudicare !

Le" prove" della corrazzata mediatica antisammarinese, amici rotariani, le conoscete tutti io provo a riportare qualche dato inconfutabile oltre a qualche considerazione di parte...

Sebastiano Ciacci

 

A CHE SERVE SAN MARINO

 

dalla relazione del San Marino Forum 2009, elaborata dagli analisti di The European House – Ambrosetti.

 Uno specchio utile, inequivocabile, inconfutabile, di ciò che è la Repubblica di San Marino e soprattutto di ciò che è per l’Italia. Una risposta indiretta alle accuse lanciate, spesso in maniera imprecisa, dalla trasmissione Report di domenica scorsa.

 

 

Il prodotto interno lordo pro capite sammarinese nel 2007 è stato di 40.403 euro. La più ricca regione italiana, la Valle d’Aosta,  arriva a 33.828 euro. L’Emilia Romagna è quarta con 31.746 euro.  La media italiana è di 25.862 euro.

Ricchezza generale a favore dell'Italia dalla Repubblica di San Marino (1998)

2,59 miliardi di € Importazioni di RSM dall'Italia (82% del totale delle importazioni sammarinesi)  

 221 milioni Investimenti diretti sammarinesi in Italia

141 milioni Reddito dei lavoratori frontalieri - 127 milioni consumi famiglie sammarinesi in Italia

39,5 milioni Ricadute positive del turismo sammarinese in Italia

Lavoratori Frontalieri (2008) 6653   

Il prodotto interno lordo sammarinese, secondo la rielaborazione degli analisti di The European House Ambrosetti, fonte Ufficio di Programmazione, è ripartito in questo modo:

la maggiore quota, il 37,1 %, è generato dall’industria.

Al settore creditizio e delle assicurazioni, invece, è attribuito il 18,6%.

Seguono gli altri settori.

Questa è la fotografia dell’economia del Paese: la prevalenza dell’economia reale su quella finanziaria è tangibile e preponderante.             

I redditi delle imprese:

In merito alle performance reddituali delle imprese, secondo i dati della Camera di Commercio di San Marino, rielaborati da The European House-Ambrosetti, su un campione di circa duemila imprese, la crescita del fatturato dal 2004 al 2007, è stata del 19,9%; nel dettaglio, nell’anno 2007 il fatturato è stato di 3,738 miliardi di euro. L’utile d’esercizio sempre nello stesso periodo è diminuito del 5,7% (nel 2007 l’utile è stato pari a 116,7 milioni). Quindi, nonostante la crescita costante del fatturato, la redditività delle imprese registra nel quadriennio una variazione negativa, seppure in lieve crescita nell’ultimo anno. Sul versante della vitalità imprenditoriale (anni 2001-2008) il tasso di incremento medio annuo del numero delle imprese è stato del +5,53%. Il settore primario ha mostrato un – 1,92%, il settore secondario un + 1,72%, il settore terziario un  + 6,69.

Il settore finanziario

Sottrattore di ricchezza o vantaggio economico per l’Italia? Nel suo monitoraggio puntuale, oggettivo, scientifico, gli analisti della The European-House Ambrosetti  cercano di rispondere da ogni angolazione alla domanda decisiva: la Repubblica di San Marino costituisce una fonte di criticità e di sottrazione di ricchezza o di vantaggio per il Sistema Italia? Sul versante dei flussi finanziari si prende in considerazione allora la potenziale perdita di gettito fiscale per l’Italia.

 La raccolta diretta e indiretta ammonta a 14,2 miliardi; dall’estero provengono 8,5 miliardi, circa il 60%. La crescita media annua della raccolta (2007-2006) stata di 1.497  milioni; circa il 60% dall’estero, 898 milioni. Su questa quota estera, l’80% proviene dall’Italia:719 milioni.

Gli analisti ipotizzano, su una base dell’aliquota italiana del 45%, una perdita potenziale di gettito fiscale per l’Italia nel 2007 di 323,4 milioni di euro. A cui andrebbero sottratti 10,67 milioni di ritenuta Ecofin trasferita all’Italia. Secondo l’elaborazione di Ambrosetti la possibile perdita di ricchezza per l’Italia potrebbe essere di 312,7 milioni.

 

La raccolta diretta e indiretta

Torniamo adesso ai 14,2 miliardi di raccolta diretta e indiretta del sistema bancario sammarinese perché si scopre una dato di grande interesse. La raccolta diretta, 8,156 miliardi, secondo i dati della Banca Centrale,  produce liquidità per 3,345 miliardi di euro di cui 329 milioni indirizzati all’interbancario con l’Italia; e genera impieghi per 4,811 miliardi: 1/3 di questi sono impiegati in Italia, 1,603 miliardi. La raccolta indiretta è di 6,069 miliardi: 1/3 è impiegato in Italia, 2,023 miliardi.  Il totale degli impieghi in Italia è quindi di 3,995 miliardi. Non c’è che dire una  cifra piuttosto corposa. Riepilogando: al netto di quei 323,4 milioni di euro di potenziale gettito fiscale per l’Italia, la Repubblica di San Marino , se sottraiamo questa cifra dai complessivi 2,588 miliardi di  di ricchezza generata dall’economia reale  verso il Bel Paese  traina verso la Penisola 2,265 miliardi di euro.

 

Scudo fiscale: possibili impatti per il Titano

L’analisi di The EuropeanHouse Ambrosetti poi si sposta su un altro versante: lo scudo fiscale,  affronta i suoi possibili impatti sulla raccolta bancaria del Titano. Lo scudo fiscale attuato dal governo italiano nel triennio 2001-2003 prevedeva l’applicazione di un’aliquota pari al 2,5% sui capitali riemersi. Il contribuente italiano poteva scegliere se rimpatriare il denaro (rientro fisico del patrimonio), oppure, se regolarizzare la propria posizione (rimpatrio giuridico) continuando a detenere il denaro presso i deposti esteri. Nel triennio 2001-2003 dalla Repubblica di San Marino sono emersi patrimoni italiani per un totale di 1,471 miliardi così suddivisi: rimpatri, 1,058 miliardi di euro (pari al 2,3% del totale italiano); regolarizzazioni 412,3 milioni di euro (pari all’1,3% del totale). Questi patrimoni hanno generato per le casse dello Stato italiano un gettito fiscale di circa 37 milioni di euro. I rimpatri di capitali in Italia da San Marino (1,058 miliardi di euro) hanno rappresentato una riduzione dell’11,4% dello stock della raccolta bancaria sammarinese al 2003, pari a 9,324 miliardi di euro. Il varo di un nuovo scudo fiscale da parte dell’Italia, secondo Ambrosetti,  con un impatto simile a quello  2001-2003, potrebbe portare a una riduzione della raccolta nell’ordine di 1,65 miliardi di euro. Un autorevole banchiere italiano che opera nel Principato di Monaco, Enrico Braggiotti, ha stimato che, se prendesse corpo uno scudo fiscale europeo sulla scorta dell’azione concordata al G20 londinese, la perdita del sistema monegasco sarebbe di circa 1/3 della raccolta bancaria totale.

Per il sistema sammarinese uno scenario di questo genere significherebbe una riduzione di circa 4,6 miliardi di euro. Due sono gli effetti causati dal calo della raccolta bancaria a causa del varo di uno scudo fiscale. Il primo è l’impatto sul Pil derivante dalla variazione dei risultati economici degli istituti bancari. La riduzione del margine di intermediazione di ogni banca, e di conseguenza del proprio utile, comportano una minore contribuzione alla generazione del Prodotto Interno Lordo sammarinese da parte del settore bancario.

L’altro effetto si avrà sul bilancio dello Stato: il calo dell’ammontare imponibile delle banche comporta una riduzione delle entrate fiscali per il Paese, dovute al calo dell’imponibile delle banche. Inoltre, si deve considerare la perdita di entrate fiscali derivante dalla riduzione del reddito da capitale (interessi, commissioni, su operazioni, dividendi, plusvalenze).

Va sottolineato, però, con forza che la Repubblica di San Marino non è soltanto numeri, soldi, ma rappresenta un unicum straordinario per storia, centro storico e territorio,  che non a  caso,  il Patrimonio mondiale dell’Unesco ha celebrato con l’inserimento nella sua prestigiosa Lista.

Il suo ruolo nei grandi organismi internazionali anche per questo ha raggiunto il posto che gli compete come grande rappresentante dei Piccoli Stati.

Saverio Mercadante per Fixing

 

 

 

 

 

Noto con mio profondo dispiacere che c’è chi preferisce la gogna massmediatica alla giustizia e che sta prendendo piede l’idea che ci siano già dei colpevoli”

.... Ma lei che idea si sta facendo dell’accaduto? Nessuno è così ingenuo, e tantomeno il Vescovo, da non presentire che in questa vicenda si stia giocando una battaglia che non si può certamente ridurre all’ambito di San Marino e nemmeno al suo pregresso bancario. Credo si stia combattendo una battaglia decisamente internazionale, le cui centrali decisionali non sono nella Repubblica del Titano. - Uno scontro per il controllo del sistema finanziario? Non spetta a me dirlo. Certo non sarebbe la prima volta che si assiste a prove di forza in questo ambito, è qualcosa di già visto in molti altri Paesi, compresa l’Italia. E non si tratta nemmeno di una delle ultime cause a livello mondiale della tragedia finanziaria in cui si dibatte il mondo civile. Non vorrei che San Marino fosse considerata terra di conquista. - Eppure sembra di assistere ad un attacco non solo esterno, ma che proviene anche dall’interno della Repubblica. Più d’uno è convinto che a San Marino ci siano sponde, e anche molto potenti, a questo progetto di delegittimazione, e quindi che ci siano individui, gruppi o poteri che favoriscono questa manovra. Io non voglio neppure lontanamente credere che ci possano essere cittadini di uno Stato che lavorano consapevolmente per la distruzione pubblica dell’immagine di questo stesso Stato nel mondo. Se ci fossero, e queste responsabilità dovessero emergere, sarebbe normale e doveroso che lo Stato intervenisse con la necessaria energia.

Perché, come ho detto più di una volta, la difesa del buon nome di una società e di uno Stato appartengono a quei valori non negoziabili della vita sociale sui quali la dottrina sociale della Chiesa ha scritto pagine splendide e forse purtroppo dimenticate. - Spesso e volentieri San Marino viene identificato come il regno di tutto l’illecito possibile e immaginabile, il “Re Nero” appunto. Naturalmente San Marino non è esaurientemente descritta da queste accuse o da questi tentativi di screditarla. La società sammarinese ha enormi risorse di carattere morale e caritativo, ha un volontariato variamente qualificato che ha dato prove di straordinaria testimonianza ben oltre i confini della Repubblica. Nei miei interventi pubblici ho sempre chiesto alle istituzioni di ascoltare di più questa società viva e di sintonizzarsi con essa...

......Ma a lei non sembra che in questo caso il bersaglio sostanziale sia l’autonomia di San Marino, terra della libertà, e quindi il suo ruolo anche in rapporto alla Romagna e all’Italia in generale? Rimango convinto che il punto di forza di San Marino sia la sua tradizione di libertà, che oggi va riproposta in termini pertinenti e attuali ma, soprattutto, esistenzialmente. La libertà non è un passato, non si comunica da una generazione all’altra meccanicamente, occorre che diventi esperienza del presente, coscienza del presente per costruire il futuro. Questa è la sfida che San Marino ha davanti a sé e che i recenti fatti rendono ancora più viva e urgente. ( Mons. Luigi Negri,  Vescovo di San Marino e del Montefeltro)

 

 

La Cassa di Risparmio ha sempre agito nella sua lunga esistenza nel pieno rispetto delle leggi e degli accordi vigenti e non corrisponde al vero che sia “scandaloso” che un accordo bilaterale fra Stati prevalga su altre discipline internazionali, in quanto lo stesso diritto internazionale prevede che tali accordi debbano essere onorati. (comunicato Fondazione Cassa)

 

CASSA DI RISPARMIO – DELTA - SOPAF

 Antonio Fabbri di L’Informazione di San Marino ha analizzato la questione dei rapporti fra Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino e Società Sopaf, pure facente parte del Gruppo Delta, tenendo conto anche del cosiddetto ‘memoriale’ che non si sa quanto attendibile.
Primo dato del documento è la conferma, che dall’Italia c’era chi premeva perché Carisp acquisisse Sopaf pagando le azioni ad un prezzo ritenuto superiore al loro valore.
Secondo dato è che Carisp non voleva compiere questo acquisto ritenuto svantaggioso. Le pressioni dall’Italia per mandare in porto questa operazione da parte di personaggi con forti entrature in ambito legale, finanziario e politico erano enormi.
Terzo dato che emerge dal documento attribuito a Gilberto Ghiotti è, come confermato anche dai Segretari di Stato, che all’esecutivo sammarinese è stata chiesta da oltre confine una mediazione per mettere in contatto le parti e comporre una controversia che avrebbe potuto avere effetti devastanti se non fosse stata risolta.
Quarto dato è che, alla luce dei fatti, la
preoccupazione dei Segretari di Stato alle Finanze a agli Esteri nel caldeggiare la ricerca di un accordo fra le parti, Carisp e Sopaf, era legittima. Lo dice lo stesso memoriale che ormai si trattava di unaffare di Stato’ e, visti i conseguenti arresti e la situazione giudiziario-mediatica devastante che ne è conseguita, i membri del governo non hanno sbagliato affatto a temere questo scontro dell’alta finanza che si è tirato dietro l’intero sistema San Marino.

 

 

 

I CONTROLLI BANKITALIA

 Il Gruppo Delta, partecipato Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, da quanto è sorto è stato subissato da ispezioni contro le quali mai sono state elevate proteste, come ha più volte sottolineato il dr. Mario Fantini, presidente del Gruppo.
Si legge nella lettera di un dipendente Delta pubblicata da La Tribuna Sammarinese: “prima del 27 aprile il gruppo era già stato oggetto di 5 ispezioni della Banca d’Italia, 9 ispezioni della Guardia di Finanza più qualche altra ispezione da parte di altri soggetti in 5 anni. Tutte le ispezioni si erano concluse positivamente”.
Invece all’improvviso le cose cambiano, e si abbatte il ciclone
Varano: “
l’azione massiccia contro il Gruppo Delta si è mossa sulla base del rapporto ispettivo di Banca d’Italia, con le seguenti cadenze: 27 aprile, consegna del rapporto ispettivo; 3 maggio, blitz della Finanza; 5 maggio, commissariamento di Delta e Sedici Banca”.
Si doveva arrivare in tempo per la trasmissione Report Rai 3, cui è stato prontamente cambiato il titolo da
“A che serve San Marino?” in “Il Re è Nero”?

 

Il sistema bancario di San Marino si e' trovato a vivere una improvvisa "incertezza" poiche' "comportamenti ritenuti legittimi anche nel contesto bancario italiano" sono stati poi "censurati". L'Abs (l'associazione bancaria sammarinese) prende una posizione di fermissima difesa della Cassa di Risparmio di San Marino, attaccando chi in Italia improvvisamente cambia le regole.

 

ROGATORIE INTERNAZIONALI

le risposte positive alle richieste di collaborazione giudiziaria arrivate dall’Italia non mancano almeno a partire dal 2008: ben 229.
Ha detto Augusto Casali, Segretario di Stato alla Giustizia, a Il Resto del Carlino: “a parte quelle rogatorie per evasione fiscale alle quali non possiamo dare seguito perché a San Marino quello non è considerato un reato, tutte le altre sono state evase nel più breve tempo possibile anche su preciso input del nuovo Governo che si batte per una economia trasparente. La direttiva è che i reati finanziari abbiano una corsia preferenziale e la magistratura ha fatto propria questa linea. Il caso Corona ne è una prova, ma solo la più eclatante.

 

 

Non sono un economista ma non mi pare che per la legge di mercato, il mercato occidentale, sia reato investire per ricavare profitti; o sia reato essere lungimiranti ed ampliare i propri orizzonti d’affari; o sia reato capire per primi che per garantirsi una piazza finanziaria competitiva occorre superare i confini di uno Stato, straordinariamente sviluppato e produttivo, ma pur sempre di 60 Km2 e 30.000 abitanti. Eppure anche tentare di esistere diventa illecito nella storia secolare della prevaricazione del più grande sul più piccolo, che millenni di civiltà non hanno smorzato, almeno non laddove ci siano dei soldi. Molti soldi.

E’ una guerra mediatica. Se è una guerra però si deve combattere. Con armi forse spuntate ma indispensabili: responsabilità e dignità. Nel caso i nostri generali non siano in grado di usarle provino a lasciare il comando dell’esercito agli avvocati della Cassa di Risparmio che, almeno fino a prova contraria, ha la sola colpa di averci garantito stipendi, pensioni e benessere. Personalmente, qualora fossi chiamata in prima linea vorrei poter difendere la mia storia.

Io tengo per la Cassa di Risparmio ...e per la libertà. (Francesca Masi)

 

 

 

 

 

 

 

     

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Il Governatore Distrettuale Terrosi Vagnoli

Il Presidente Internazionale K.Lee

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