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8/6 Danilo Ridolfi ,
personal trainer, chinesiologo, posturologo, nella
conviviale del Rotary Sammarinese ha tenuto una
brillante relazione su
Il mal di schiena:
Comprenderne le cause, interpretare i segnali prima
che si verifichi e come “muoversi” per riuscire a
liberarsene..
Dalle statistiche emerge che la
maggior parte delle persone ha sofferto almeno una
volta di mal di schiena. Per capire come “muoversi”
per eliminarlo sono necessarie due premesse:
Uno: Ogni persona è unica,
Per genetica, ambiente, vissuto, carattere.
Quindi lo stesso dolore fisico non è mai uguale.
L’equilibrio psico-fisico di ognuno è diverso nei
diversi periodi di vita quindi anche se si
ripresentasse un problema fisico apparentemente
uguale in realtà potrebbe non essere così.
Due: Ricercare sempre la
causa. Il dolore è il “campanello d’allarme”
che indica uno stato di funzionamento “non
ottimale” del nostro corpo. È importante osservare
il momento in cui è affiorato il dolore, cosa
stavamo facendo, come ci sentivamo emotivamente, i
precedenti, ecc. sono elementi “base” per poter
ipotizzare la causa. Sovente, fatta eccezione
per i traumi diretti, l’origine del problema
fisico è distante dal punto in cui si
“manifesta” il dolore e solitamente non viene
associata ad esso.
Identificare un fattore
prioritario responsabile dello squilibrio
posturale che ha portato al dolore
muscolo-articolare considerando occhi, articolazione
temporo-mandibolare, apparato vestibolare, piedi,
visceri e parte emotiva può aiutare a risolvere il
problema; Naturalmente a patto che l’azione
identificata come soluzione sia in sintonia con
l’equilibrio psico-fisico della persona.
Premesso quanto sopra, per
recuperare da un dolore di schiena o un intervento,
dopo la diagnosi medico specialistica e il lavoro
con il fisioterapista, andrebbe eseguito un lavoro
di riequilibrio del sistema tonico-posturale
con della ginnastica posturale e degli esercizi
progressivi per raggiungere un pieno recupero.
Purtroppo, terminato il lavoro con il
fisioterapista, spesso il paziente interrompe a metà
il suo percorso di riabilitazione passando
direttamente alla sedentarietà o alla pratica
sportiva a pieno regime. Questo crea il rischio di
recidive o nuovi dolori che spesso non vengono
nemmeno associati ad una riabilitazione
incompleta.
L’organismo umano ha
possibilità di adattamento e recupero
incredibili che, se assecondate e massimizzate,
ascoltando i segnali del proprio corpo ed associando
attività fisica, allungamento muscolare e
alimentazione corretta, permettono di stare bene e
vivere al meglio ad ogni età

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